Priaruggia, tre anni di qualità dell’acqua scarsa. Uno studio campione per evitare il divieto permanente di balneazione

Il divieto scatterebbe dopo 5 anni consecutivi. Un tavolo tecnico per mari più puliti e balneazione sicura.Dopo una stagione segnata da piogge e criticità, il Comune lancia un piano condiviso con Regione, Arpal e Ireti

Affrontare in modo strutturato le criticità che hanno caratterizzato la stagione balneare 2025 e prevenire nuovi divieti di balneazione. È questo l’obiettivo del tavolo tecnico che il Comune di Genova intende avviare insieme a Regione Liguria, Arpal e Ireti, per migliorare la qualità delle acque e garantire mari più puliti lungo tutta la costa cittadina.

La decisione è stata illustrata oggi in Commissione V a Palazzo Tursi dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, che ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di agire in maniera coordinata e trasparente: «Siamo concordi con il Difensore civico regionale nel ritenere questa una questione urgente e non più rinviabile. Vogliamo affrontarla con decisione, avviando un percorso condiviso che individui le cause delle anomalie e definisca soluzioni concrete e innovative».
Piogge intense e scarichi irregolari: le cause delle criticità
Durante la stagione appena conclusa, aperta il 1° maggio e chiusa il 30 settembre, le abbondanti piogge hanno spesso messo sotto stress il sistema fognario cittadino, provocando sovraccarichi e sversamenti in mare. In due occasioni si sono rese necessarie chiusure temporanee di spiagge, una a ponente e una a levante.
Ma, come spiegato dall’assessora Pericu, le precipitazioni non sono l’unica causa. In diversi casi, le analisi hanno rivelato la presenza di scarichi privati irregolari nei rivi, che contribuiscono in modo significativo all’inquinamento delle acque. «Consideriamo gli sversamenti fognari irregolari nei rivi i principali indiziati dei problemi di qualità del mare» ha dichiarato l’assessora.
Le zone maggiormente colpite sono state, a ponente, quelle di Castello Genovese, Cerusa, torrente Rexello, lungomare di Pegli e piazza Niccolò da Voltri; a levante, le aree di Boccadasse, Priaruggia e Sturla ovest.
Priaruggia caso campione: studio per evitare il divieto permanente
Particolare attenzione verrà riservata al litorale di Priaruggia, dove per tre anni consecutivi la qualità delle acque è risultata “scarsa”. Secondo la normativa europea, dopo cinque anni consecutivi di valori insufficienti scatta automaticamente il divieto permanente di balneazione.
Per evitare questo scenario, il Comune intende condurre uno studio campione, che prevede un monitoraggio intensivo, la verifica puntuale dei sistemi di scarico e, se necessario, interventi di ripristino delle reti e degli impianti.
«L’obiettivo – ha spiegato Pericu – è intervenire entro i prossimi due anni per invertire la tendenza, migliorando la qualità delle acque e tutelando un tratto di mare molto frequentato dai cittadini».
Trasparenza e partecipazione dei cittadini
L’assessora ha infine richiamato l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini, invitandoli a segnalare tempestivamente eventuali anomalie e a consultare i dati aggiornati sulla qualità delle acque, che saranno resi pienamente accessibili in ogni fase del monitoraggio.
«Abbiamo il dovere di garantire trasparenza e di lavorare insieme per mari più puliti e sicuri – ha concluso Pericu –. È una responsabilità condivisa verso l’ambiente, i cittadini e il futuro della nostra città».
Con il nuovo tavolo tecnico e lo studio pilota a Priaruggia, Genova si prepara dunque a una strategia integrata per la tutela del mare, puntando su monitoraggi costanti, collaborazione istituzionale e soluzioni sperimentali per un territorio più sostenibile e vivibile.
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